Intro ed estro-spezioni al cioccolato

| E' Natale e a Natale si può fare di piùùùùùùù |
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Sì.
Ad esempio BESTEMMIARE A PROFUSIONE CONTRO L'INTERO CALENDARIO GREGORIANO senza esimere BABBI NATALI, BEFANE, FOLLETTI, RENNE E CASTORI (non c'entrano un cacchio lo so ma nel boschetto della mia fantasia sono loro gli aiutanti dei folletti di babbo natale).
Perché me la prenderò con la giUoiosa atmosfera di festa se oggi, lunedì, c'era il Corso Garibaldi o Vittorio Emanuele (non lo imparerò mai) INTASATO di macchine in parvenza di movimento e macchine parcheggiate fino sui lampioni, di modo che se una QUALSIASI CRISTA avesse avuto PER CASO intenzione di sbucare da una traversa e immettersi nella circolazione avrebbe dovuto avere i raggi X per effettuare una manovra sicura, dato che l'ultima macchina parcheggiata era praticamente a un centimetro dal mio finestrino.
MA COSA C'E? DI SICURO NELLA VITA? Cosa sono DUE CAZZO DI METRI di visibilità di fronte allo sconfinato universo????
Niente, o Leopardi, solo che tu avevi una siepe al di là della quale immaginare l'infinito seduto sull'erba, io avevo una GOLF oltre la quale scommettere l'esistenza di acherontici flussi di traffico.
E nello sforzo immaginifico, ecco che arriva il mio SILURO DI NATALE direttamente in luoghi che non è opportuno citare.
Se mi va bene dovrò ripagare il graffio fatto a quell'altro con quello che guadagno in mezzo mese di duro lavoro. E di notti di sonno perso.
MERRY FUCKING CHRISTMAS!!!
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| Consumo intelligente |
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Dall'interblog di Internazionale.it:
Bontà sotto l'albero
Forse per consigliare i consumatori su come spendere il proprio denaro in maniera responsabile (soprattutto in questo periodo), l'organizzazione umanitaria statunitense Global Exchange ha pubblicato un elenco delle 14 aziende più "cattive" del mondo. Gli indicatori presi in considerazione dal rapporto sono il rispetto dei diritti dei lavoratori, dei diritti umani (compresa la salute dei cittadini) e dell'ambiente; la partecipazione ad attività di guerra per fini di lucro; lo sfruttamento di lavoro minorile. Secondo Global Exchange la globalizzazione economica e il boom delle multinazionali ha facilitato l'aumento di gravi abusi, a cui deve quindi corrispondere un maggior senso di responsabilità del consumatore. Per questo ha deciso di rendere pubblici i risultati della sua inchiesta. Ecco la lista dei ricercati: Caterpillar Chevron Coca-Cola Dow Chemical DynCorp Ford Motor Company Kbr (Kellogg, Brown and Root) Lockheed Martin Monsanto Nestle Philip Morris Pfizer Suez-Lyonnaise des eaux Wal-Mart Alcune sono nomi noti, altre meno. Ma leggendo le motivazioni delle loro "nomination" si ricostruisce tristemente parte della storia degli ultimi dieci anni. Sul sito di Global Exchange, oltre alle ricostruzioni dei fatti, ci sono anche i link per raggiungere le organizzazioni già impegnate a denunciare abusi e violazioni. |
| Gaffes |
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Dal De Mauro:
gaf|fe
s.f.inv. ES fr. comportamento, azione o espressione inopportuna, maldestra o incauta, che crea imbarazzo e rivela goffaggine o distrazione: commettere, fare una g.; rimediare a una g. Io non sono distratta: sono solo concentrata su tante cose contemporaneamente. E' per questo che a volte il multitasking mi sfasa e parte l'sms alla persona sbagliata, la frase NON GIUSTA in chat, la non telefonata entro l'orario prestabilito, il ritardo su tutto. E pure il tentativo di rimediare, che miseramente fallisce.
Avete presente le collezioni di figurine che facevamo da piccoli?
Ecco, io ho mille album di figurine... di merda.
Vado un po' sottoterra.
E voi? Ne fate di gaffes? |
| Laaa-lalaaaaaaaaà!!! |
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Mi ha conquistata.
Non so se perché mi ricorda il "mio" modo di guardare il mondo o perché mi fa tanto ridere, ma lo spot della Telecom Italia (quello delle case che "cantano") mi è entrato subito nel cuore.
Le ho sempre viste così, le case che mi stanno attorno: giganti vivi, con le finestre-occhi e le bocche-porta che si aprono e chiudono, ammiccano, sorridono, sono imbronciate, si guardano e, mentre il mondo attorno a loro e dentro di loro corre e si affanna ignaro, si dicono: "ma hai visto oggi che ha combinato il bimbo dei vicini? Ha ferito col pallone l'occhio della Luigiona" (la scuola accanto); oppure: "toh, la Marisa ha l'abito nuovo" (è stata riverniciata): o "il povero Gastone si fa sempre più vecchio" (il teatro cittadino).
Che bello, tra tanti obbrobbrii reclamistici che mi ronzano intorno (uno tra tutti, l'aborritissimo "altolà sudore"!!!) ogni tanto arriva qualche perlina che è un autentico capolavoro.
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| Il TRAFFICO |
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"Una delle più grandi piaghe della Sicilia!" diceva Johnny Stecchino...
MIII, E' VERO!!!! (intonazione alla Aldo Baglio)
Ora, io obiettivamente non posso sentirmi autorizzata a parlare di traffico, in quanto utente di strade lieve-mediamente trafficate. Quindi, in effetti, io non ho mai VERAMENTE guidato nelle vere bolge metropolitane, dove sai quando parti ma non saprai mai quando arrivi, dove i gas di scarico sono più densi della melassa e gli automobilisti si trasformano in tanti licantropi pronti ad azzannarti alla giugulare appena ti azzardi ad indugiare un nanosecondo allo scatto del verde al semaforo.
Non vivo di queste realtà, io.
Ma passo dalle ROTONDE DI MODICA.
Voi non sapete cosa siano le ROTONDE DI MODICA.
Avete presente quei luoghi leggendari da cui l'EROE deve TRANSITARE per conseguire il suo premio (che può essere il vello d'oro, l'immortalità, la principessa, il regno etc.)???
Ecco, le ROTONDE DI MODICA sono come SCILLA E CARIDDI, le MINIERE DI MORIA, il LAGO COCITO, l'ADE. Un girone dantesco fatto di infiniti vortici, in cui la corrente ti risucchia e non ti lascia andare mai.
La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina; voltando e percotendo li molesta. E io, moderna Francesca da Rimini (senza il Paolo della situazione, ma vabbè glissiamo), spesso mi ritrovo lì in mezzo, insieme a mille altre anime dannate che scontano i loro peccati.
Le ROTONDE DI MODICA sono un fulgido esempio di urbanistica fatta secondo il modello art nouveau "merde de chien" : non so quante sono, me ne ricordo sei, ma sono in numero crescente di giorno in giorno, posizionate su un tragitto MASSIMO di un chilometro e mezzo.
Credo che il progetto sia stato affidato a qualche venusiano, o ad una letterina di passaparola, perchè CACCHIO non si può fare una cosa così STUPIDA in una strada dove bastava metterci due semafori.
Arrivo dalla mia stradina provinciale, metto la freccia a sinistra, e comincia il calvario:
PRIMA STAZIONE: coda moderatamente mobile. La vettura davanti a me non fa altro che frenare-andare-frenare-andare-frenare-andare, col risultato che a ogni frenata sua a me salta il cuore in gola perché temo di andarle addosso: a signò!!! MA che cacchio ti è venuto il sionghiozzo al piede??? (pensierino di inizio calvario, per carburare).
SECONDA STAZIONE: coda poco mobile. Tutto mi sfreccia a lato e mi supera: una bicicletta, un ragazzino a piedi con lo zaino, un'ape (l'insetto, non il motoveicolo), un anziano signore con una busta della spesa. E io in macchina a lanciare anatemi a quella di fronte che continua col suo tip tap su freno e acceleratore.
TERZA STAZIONE: coda FERMA. Succede di tutto. La fila si biforca, si triforca, si quadriforca, in una mitosi continua di file parallele, eppure la corsia è una sola.... ma come hanno fatto???? La signora davanti (quella del tip tap), senza mettere la freccia svolta per il centro commerciale, e io rischio davvero di andarle addosso. GRAN PUT...!!! ehm. Vabbè. Calma. Divento volgaVe quando sono al volante.
QUARTA STAZIONE: coda ANARCHICA. Tutti fanno quello che vogliono. Chi va indietro, chi va avanti, chi rimane fermo, chi svolta, chi fa inversione a U, chi accende le 4 frecce, ma soprattutto TUTTI STROMBAZZANO IL CLACSON. Io lì, francamente, non so che fare. Cerco disperatamente di guadagnare centimetri, quando mi ritrovo puntualmente accanto un VECCHIACCIO che si APPENDE al suo clacson e mi urla nonvogliosaperecosa dalla sua macchina. E suona suona suona suona suona. SUONAGLIELA A TUA SORELLA, CRETINO, COSA CAZZO VUOI CHE FACCIA, CHE METTA I RAZZI ALLE RUOTE E DECOLLI MAGICAMENTE COME L'ENTERPRISE????
Eccheccazzo.
Calma.
Calma.
Calma.
QUINTA STAZIONE: CAMION davanti a me. Non so come si sia materializzato. Ho paura dei mezzi pesanti. Ho paura di chi guida i mezzi pesanti. Ho paura di ciò che trasportano i mezzi pesanti. Immagino sempre scene catastrofiche da film dell'orrore di quart'ordine quando ho un camion davanti. Non posso farci niente, ho pure questa. E quindi divento nervosa, suscettibile, guido male, e mi trasformo io nella tiptappista che avevo maledetto fino a qualche minuto prima, con conseguente innervosimento di coloro che mi circondano e naturali smadonnamenti rivolti alla mia persona.
SESTA STAZIONE: si intravede l'uscita, l'agognata luce... ma come in ogni IMPRESA LEGGENDARIA che si rispetti, proprio davanti all'uscita c'è qualcosa che ti impedisce di varcare la soglia della speranza: I LAVORI IN CORSO, con conseguente DEVIAZIONE. NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!
Cadono santi dal cielo, trema la terra, la mia macchinina ulula di dolore, io assumo le fattezze dell'ECCE HOMO. ECCE GUIDATRICE, flagellata, martoriata, insultata, insanguinata.
O viandante che per le vie del ragusano erri: ammira il carrubo, il finocchio selvatico, il lentisco, il tarabinto, l'alaterno, il mandorlo in fiore; percorri le strade del cerasuolo, del fico, del papavero. Cerca il mare, rincorri la fertile campagna. MA STORNA IL PIEDE E LO SGUARDO, E TUTTO TE STESSO, RIFUGGI, SCHIVA ABORRISCI LE TEMUTE E ORRIBILI ROTONDE DI MODICA.
Pare sia scritto sul libro magico degli elfi dell'Etna...
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