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venerdì, 30 dicembre 2005

Il falò delle vanità
 
Ci dev'essere un motivo se la parola VANITA' deriva dal latino VANUS che vuol dire INUTILE.

Per l'appunto, ieri bighellonavo tra gli scaffali di una profumeria alla ricerca del mio balsamo per capelli, quand'ecco che mi si para davanti una boccetta rosa di cremina dopo shampoo, tutta luccicante e sinuosa, come contenesse un elisir di lunga vita. La prendo e leggo: "proteina di perla; tocco cachemere; lucentezza a specchio; capelli brillanti come non li avete mai avuti" e frasi conturbanti di questo tipo.

Una vocina dal profondissimo mi urlava: "cretina, idiota, babbea, scema, boccalona, pirlona, deficiente, succube della forma, schiava della pubblicità, vittima delle apparenze". Stavo giusto per chiedermi cosa fossero quegli urletti lontanissimi ed impercettibili, quando mi appare l'immagine di me che scrollo soavemente i capelli e promano fascino tipo radiazioni atomiche per chilometri e chilometri. Soccombo alla tentazione.

Compro l'unguento, che costa pure una discreta sommetta, per essere un impacco per capelli.

Oggi lavo la chioma e prendo l'orpimento miracoloso. Scopro che la "proteina di perla" in realtà è una specie di riflesso perlato che ha la cremina stessa, come quegli ombretti cosmetici per occhi, che hanno un colore di base ed un riflesso iridescente, perlato, per l'appunto. Poi applico sui capelli, che mi si riempiono di uno strato di brillantini: sì, proprio così, trattavasi di LUSTRINI. Asciugo ("vabbè - mi dico - magari, una volta asciugati i capelli, arriverà l'effetto bomba di fascino") e mi guardo: capelli di sempre, con in più milioni di infinitesimali LUSTRINI LUCCICANTI.

E dalla LAETITIA CASTA che mi immaginavo di diventare, eccomi lì davanti allo specchio, che sembravo più un TRANSESSUALE DRAG QUEEN pronto a cantare in playback I WILL SURVIVE di Gloria Gaynor.

Così imparo a farmi infinocchiare dalle minchiate...

e ora insultatemi.
postato da: Clararacne alle ore 00:22 | link | commenti (7)
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lunedì, 26 dicembre 2005

Visite
 
Oggi, fluttuando nell'aria, è venuto a trovarmi sulla tastiera del pc un pelazzo di Morgan.
Ormai i gesti che seguono queste "visite" sono diventati quasi meccanici.
Fisso il pelo senza prenderlo, chiedendomi: "ma è davvero quello che penso?"
Lo prendo con le dita, e lo guardo da vicino: inconfondibile. Il micione era tigrato ("un tigre" diceva il coinqui, che nel suo italiano peruvianizzato ancora confondeva gli accordi maschile/femminile), e ogni pelazzo era grigio-nero-grigio-nero.
Faccio un sospiro-profondo sospiro, e lascio cadere via il pelo. Mi dico che la prossima passata di aspirapolvere inghiottirà anche quello, ma spero che da qualche parte ci sia qualche altro pelo pronto a sorprendermi nel bel mezzo dei miei "affari quotidiani".
E poi penso. Penso a quella notte, a ogni singolo secondo di quella notte.
Quando avrò abbastanza fegato, magari, la racconterò.
Una domanda mi si arrampica dallo stomaco fino alla testa, sempre: cosa farei se un giorno mi si presentasse uno, e mi dicesse "sono io che ho investito il tuo gatto"?
Non lo so. Nello stanzone dei miei "non lo so", questo occupa uno dei posti centrali.
Mi chiedo spesso chi potesse essere.
Mi immagino un uomo d'affari, di ritorno da una riunione interminabile, che sfreccia a casa da sua moglie; oppure lo stesso uomo d'affari che corre sull'asfalto, di ritorno da una scappatella clandestina, roso dalla fretta e distratto dalla ricerca di una scusa da inventare alla moglie; oppure una ragazza che era impegnata a controllare lo stato del rimmel sullo specchietto; oppure, semplicemente, uno dei tanti minchioni che corrono per divertimento.
Un camionista? Un motociclista? Un'ambulanza?
Non ha nessun senso farsi queste domande, lo so, ma non riesco a farne a meno.
Ieri ero alle prese con una calza che minacciava di smagliarsi, e pensavo a lui, che in quella occasione sarebbe arrivato sul letto, curioso e rompicoglioni come sempre, e avrebbe fatto strage di me e della calza. E poi mi avrebbe guardato con il suo TIPICO sguardo innocente come per dirmi: "è  mica successo qualcosa?".
Non ce la facevo a non ridere, quando combinava danni. Che stronzone che era.
L'altroieri io e Salvo abbiamo rischiato di ammazzarci, per schivare un gatto temerario. Il gatto ha finito la manovra di attraversamento incolume, noi siamo vivi per miracolo. Fortuna, sicuramente. Bravura, pure. Ma se Salvo non avesse almeno tentato la sterzata, io non so come starei adesso, verso di me, e verso di lui.
A proposito, grazie ancora, Salvo.
Quante cose che scoperchia un pelazzo del mio micio...
postato da: Clararacne alle ore 15:48 | link | commenti (6)
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sabato, 24 dicembre 2005

E' iniziato
 
E' partito il delirio gastronomico: ho cercato di rimandarlo il più possibile, ma ora non posso più nascondermi da nessuna parte.
Dopo aver fatto quintali di spesa, mamma è al lavoro con mille ingredienti su un chilometro quadrato di fornelli: funghi atomici di vapore si sollevano sui cieli della cucina, plotoni di cipolla vengono sacrificati sull'altare delle padelle, ettari di pasta vengono stesi al mattarello, innumerevoli tocchi di carne di maiale galleggiano vinti nel ribollire del sugo. E negli armadietti,
dolci di ogni foggia e di ogni specie aspettano sull'attenti il loro momento.
Ieri un mio cortese conoscente, che chiamerò col nome di fantasia GIANNI, mi ha omaggiato di una CESTA NATALIZIA contenente ogni genere di leccornie: dai ferrero rocher al tarufone, dal salamazzo ai biscotti, alle caramelle, ai cioccolatini più diversi, al vino liquoroso, alle noci, fino ad arrivare ad una delizia che mi commuove ogni volta che la vedo e la mangio: i Marrons Glacés.
Basta. Mi dichiaro sconfitta. Mi butto pure io a capofitto nell'orgia pantagruelica, e si salvi chi può.
 
 
 
Mi ci vedo già, il 2 gennaio, a piangere sangue sul tapis roulant...

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postato da: Clararacne alle ore 02:19 | link | commenti (6)
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venerdì, 23 dicembre 2005

MI SERVE URGENTEMENTE:
 
 
Un'agendina.
 
OPPURE
 
Una segretaria.
 
L'agendina deve essere:
 
Piccola -> sennò non entra in borsa e soprattutto non si relaziona bene con le altre mille cose che costituiscono il contenuto misterioso (a volte anche per me) e caotico delle mie borsette.
Preferibilmente del Commercio Equo e Solidale
o
della LAV
o
 
In alternativa, la segretaria deve essere:
 
Non bionda -> avrò i pregiudizi ma non ho mai incontrato una bionda intelligente.
Felicemente fidanzata -> non ho voglia di sorbirmi menate di cuori infranti e possibili innamoramenti.
Mattiniera -> deve svegliarmi lei sennò è la fine.
Se poi sa preparare anche un buon cappuccino è meglio.
Retribuzione: niente, perché NON DI SOLO PANE VIVE L'UOMO. Però avrà libero accesso ai miei cd, dvd, divX, fumetti, libri, e cosa vuoi di più dalla vita?
 
 
Mi scordo le cose, non ce la faccio più. Oggi non mi sono presentata ad un appuntamento e quando mi hanno telefonato per chiedermi dove fossi finita mi sono inventata una scusa pietosissima e mi sono sentita un vermiciattolo.
 
Quindi animo con le strenne natalizie. Aspetto trepidante la mia agendina o la mia segretaria.
 
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postato da: Clararacne alle ore 09:23 | link | commenti (7)
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mercoledì, 21 dicembre 2005

Bonus et malus
 
E' in arrivo il MALUS.
Guercio, maleodorante, ghignoso, sta per arrivare l'aumento del premio assicurativo.
Già. Non ce la faccio con i miei 4 spiccioli a pagare il danno fatto. Pensavo fosse meno grave. Ma a questo proposito vorrei esprimere pubblicamente il mio disappunto verso la categoria dei CARROZZIERI.
Allora: leggera rientranza di circa 15 cm quadrati nel lato basso dello sportello, + graffio che occupa la suddetta rientranza e tre centimetri dello sportello accanto.
Arriva il carrozziere, lo vede, e quasi SVIENE dall'orrore: "MA QUESTO E' UN DANNO ENORME!!!!"
Mi perplimo. Mi avvicino. "Scusi, QUESTO è un danno enorme???"
"Eccerto, guardi qui: C'E' DA SOSTITUIRE LO SPORTELLO!!!"
Stavolta quasi svengo io. "DA SOSTITUIRE LO SPORTELLO??? MA LEI E' IMPAZZITO?"
Mi guarda con la faccia da culo finto-compassionevole: "Signorina, siccome è lei, facciamo che possiamo fare in modo di ripararlo... anche se non viene una cosa proprio perfetta".
"Tanto la perfezione non esiste" sibilo io emettendo veleno da tutti i pori.
Arriva il "compare". Stessa scena del danno e della compassione. Cominciano un siparietto in cui viene fuori che riparano il bozzo ma poi bisogna riverniciare sportello, altro sportello, e pure il parafango. Mi sale il sangue alla testa. "CHE C'ENTRA IL PARAFANGO???" "Eh vede... è un po' rovinatino".
Cazzo me ne frega a me del parafango rovinatino, non è mia la macchina e devo solo riparare il danno fatto!!!
Calma.
"Senza parafango. Solo il danno. Quanto viene?"
"A partire da 350 euro".
Tonfo.
Guardo la mia "contro parte". Guardo i carrozzieri cabarettisti. Sfodero l'occhio da cerbiatto ferito e il sorriso da piccola fiammiferaia. "Non si può avere un piccolo aiutino?"
"Eeeeh signorina... diciamo che invece di a partire da possiamo fare tutto 350 euro... ma ci roviniamo".
VAFFANCULO STROZZINI DI MERDA.
"Le conviene mettere di mezzo l'assicurazione".
Sentenza fu.
E oggi è partito il procedimento che porterà alla riparazione del danno fatto ed al marchio "guidatrice di merda" sull'assicurazione.
 
Ma passiamo al BONUS.
La Cina festeggia i 25 anni di Basi, il panda gigante. L'anziano animale ha più che doppiato la vita media dei suoi simili e, dato che ogni anno di un panda corrisponde a quattro anni di un uomo, può essere paragonato a un centenario.
Amo i panda.
Auguri a Basi, anche se forse in uno Zoo... boh... oggi niente domande.

<B>Il compleanno della star dei panda</B>

postato da: Clararacne alle ore 19:15 | link | commenti (5)
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martedì, 20 dicembre 2005

E' Natale e a Natale si può fare di piùùùùùùù
 
Sì.
Ad esempio BESTEMMIARE A PROFUSIONE CONTRO L'INTERO CALENDARIO GREGORIANO senza esimere BABBI NATALI, BEFANE, FOLLETTI, RENNE E CASTORI (non c'entrano un cacchio lo so ma nel boschetto della mia fantasia sono loro gli aiutanti dei folletti di babbo natale).
Perché me la prenderò con la giUoiosa atmosfera di festa se oggi, lunedì, c'era il Corso Garibaldi o Vittorio Emanuele (non lo imparerò mai) INTASATO di macchine in parvenza di movimento e macchine parcheggiate fino sui lampioni, di modo che se una QUALSIASI CRISTA avesse avuto PER CASO intenzione di sbucare da una traversa e immettersi nella circolazione avrebbe dovuto avere i raggi X per effettuare una manovra sicura, dato che l'ultima macchina parcheggiata era praticamente a un centimetro dal mio finestrino.
 
MA COSA C'E? DI SICURO NELLA VITA? Cosa sono DUE CAZZO DI METRI di visibilità di fronte allo sconfinato universo????
 
Niente, o Leopardi, solo che tu avevi una siepe al di là della quale immaginare l'infinito seduto sull'erba, io avevo una GOLF oltre la quale scommettere l'esistenza di acherontici flussi di traffico.
 
E nello sforzo immaginifico, ecco che arriva il mio SILURO DI NATALE direttamente in luoghi che non è opportuno citare.
 
Se mi va bene dovrò ripagare il graffio fatto a quell'altro con quello che guadagno in mezzo mese di duro lavoro. E di notti di sonno perso.
 
MERRY FUCKING CHRISTMAS!!!
 
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postato da: Clararacne alle ore 02:30 | link | commenti (8)
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sabato, 17 dicembre 2005

Consumo intelligente
 
Dall'interblog di Internazionale.it:
 
 Bontà sotto l'albero

Forse per consigliare i consumatori su come spendere il proprio denaro in maniera responsabile (soprattutto in questo periodo), l'organizzazione umanitaria statunitense Global Exchange ha pubblicato un elenco delle 14 aziende più "cattive" del mondo.

Gli indicatori presi in considerazione dal rapporto sono il rispetto dei diritti dei lavoratori, dei diritti umani (compresa la salute dei cittadini) e dell'ambiente; la partecipazione ad attività di guerra per fini di lucro; lo sfruttamento di lavoro minorile. Secondo Global Exchange la globalizzazione economica e il boom delle multinazionali ha facilitato l'aumento di gravi abusi, a cui deve quindi corrispondere un maggior senso di responsabilità del consumatore. Per questo ha deciso di rendere pubblici i risultati della sua inchiesta.

Ecco la lista dei ricercati:

Caterpillar
Chevron
Coca-Cola
Dow Chemical
DynCorp
Ford Motor Company
Kbr (Kellogg, Brown and Root)
Lockheed Martin
Monsanto
Nestle
Philip Morris
Pfizer
Suez-Lyonnaise des eaux
Wal-Mart

Alcune sono nomi noti, altre meno. Ma leggendo le motivazioni delle loro "nomination" si ricostruisce tristemente parte della storia degli ultimi dieci anni. Sul sito di Global Exchange, oltre alle ricostruzioni dei fatti, ci sono anche i link per raggiungere le organizzazioni già impegnate a denunciare abusi e violazioni.
postato da: Clararacne alle ore 14:55 | link | commenti (7)
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venerdì, 16 dicembre 2005

Gaffes
 
 
gaf|fe
s.f.inv.
ES fr. comportamento, azione o espressione inopportuna, maldestra o incauta, che crea imbarazzo e rivela goffaggine o distrazione: commettere, fare una g.; rimediare a una g.
 
 
Io non sono distratta: sono solo concentrata su tante cose contemporaneamente. E' per questo che a volte il multitasking mi sfasa e parte l'sms alla persona sbagliata, la frase NON GIUSTA in chat, la non telefonata entro l'orario prestabilito, il ritardo su tutto. E pure il tentativo di rimediare, che miseramente fallisce.
 
Avete presente le collezioni di figurine che facevamo da piccoli?
Ecco, io ho mille album di figurine... di merda.
 
 
Vado un po' sottoterra.

E voi? Ne fate di gaffes?
postato da: Clararacne alle ore 16:48 | link | commenti (7)
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mercoledì, 14 dicembre 2005

Laaa-lalaaaaaaaaà!!!
 
Mi ha conquistata.
Non so se perché mi ricorda il "mio" modo di guardare il mondo o perché mi fa tanto ridere, ma lo spot della Telecom Italia (quello delle case che "cantano") mi è entrato subito nel cuore.
Le ho sempre viste così, le case che mi stanno attorno: giganti vivi, con le finestre-occhi e le bocche-porta che si aprono e chiudono, ammiccano, sorridono, sono imbronciate, si guardano e, mentre il mondo attorno a loro e dentro di loro corre e si affanna ignaro, si dicono: "ma hai visto oggi che ha combinato il bimbo dei vicini? Ha ferito col pallone l'occhio della Luigiona" (la scuola accanto); oppure: "toh, la Marisa ha l'abito nuovo" (è stata riverniciata): o "il povero Gastone si fa sempre più vecchio" (il teatro cittadino).
Che bello, tra tanti obbrobbrii reclamistici che mi ronzano intorno (uno tra tutti, l'aborritissimo "altolà sudore"!!!) ogni tanto arriva qualche perlina che è un autentico capolavoro.
postato da: Clararacne alle ore 21:22 | link | commenti (4)
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lunedì, 12 dicembre 2005

Il TRAFFICO
 
"Una delle più grandi piaghe della Sicilia!" diceva Johnny Stecchino...
MIII, E' VERO!!!! (intonazione alla Aldo Baglio)
Ora, io obiettivamente non posso sentirmi autorizzata a parlare di traffico, in quanto utente di strade lieve-mediamente trafficate. Quindi, in effetti, io non ho mai VERAMENTE guidato nelle vere bolge metropolitane, dove sai quando parti ma non saprai mai quando arrivi, dove i gas di scarico sono più densi della melassa e gli automobilisti si trasformano in tanti licantropi pronti ad azzannarti alla giugulare appena ti azzardi ad indugiare un nanosecondo allo scatto del verde al semaforo.
Non vivo di queste realtà, io.
Ma passo dalle ROTONDE DI MODICA.
Voi non sapete cosa siano le ROTONDE DI MODICA.
Avete presente quei luoghi leggendari da cui l'EROE deve TRANSITARE per conseguire il suo premio (che può essere il vello d'oro, l'immortalità, la principessa, il regno etc.)???
Ecco, le ROTONDE DI MODICA sono come SCILLA E CARIDDI, le MINIERE DI MORIA, il LAGO COCITO, l'ADE. Un girone dantesco fatto di infiniti vortici, in cui la corrente ti risucchia e non ti lascia andare mai.
 
La bufera infernal, che mai non resta,
mena li spirti con la sua rapina;
voltando e percotendo li molesta.
 
E io, moderna Francesca da Rimini (senza il Paolo della situazione, ma vabbè glissiamo), spesso mi ritrovo lì in mezzo, insieme a mille altre anime dannate che scontano i loro peccati.
Le ROTONDE DI MODICA sono un fulgido esempio di urbanistica fatta secondo il modello art nouveau "merde de chien" : non so quante sono, me ne ricordo sei, ma sono in numero crescente di giorno in giorno, posizionate su un tragitto MASSIMO di un chilometro e mezzo.
Credo che il progetto sia stato affidato a qualche venusiano, o ad una letterina di passaparola, perchè CACCHIO non si può fare una cosa così STUPIDA in una strada dove bastava metterci due semafori.
Arrivo dalla mia stradina provinciale, metto la freccia a sinistra, e comincia il calvario:
PRIMA STAZIONE: coda moderatamente mobile. La vettura davanti a me non fa altro che frenare-andare-frenare-andare-frenare-andare, col risultato che a ogni frenata sua a me salta il cuore in gola perché temo di andarle addosso: a signò!!! MA che cacchio ti è venuto il sionghiozzo al piede??? (pensierino di inizio calvario, per carburare).
SECONDA STAZIONE: coda poco mobile. Tutto mi sfreccia a lato e mi supera: una bicicletta, un ragazzino a piedi con lo zaino, un'ape (l'insetto, non il motoveicolo), un anziano signore con una busta della spesa. E io in macchina a lanciare anatemi a quella di fronte che continua col suo tip tap su freno e acceleratore.
TERZA STAZIONE: coda FERMA. Succede di tutto. La fila si biforca, si triforca, si quadriforca, in una mitosi continua di file parallele, eppure la corsia è una sola.... ma come hanno fatto???? La signora davanti (quella del tip tap), senza mettere la freccia svolta per il centro commerciale, e io rischio davvero di andarle addosso. GRAN PUT...!!! ehm. Vabbè. Calma. Divento volgaVe quando sono al volante.
QUARTA STAZIONE: coda ANARCHICA. Tutti fanno quello che vogliono. Chi va indietro, chi va avanti, chi rimane fermo, chi svolta, chi fa inversione a U, chi accende le 4 frecce, ma soprattutto TUTTI STROMBAZZANO IL CLACSON. Io lì, francamente, non so che fare. Cerco disperatamente di guadagnare centimetri, quando mi ritrovo puntualmente accanto un VECCHIACCIO che si APPENDE al suo clacson e mi urla nonvogliosaperecosa dalla sua macchina. E suona suona suona suona suona. SUONAGLIELA A TUA SORELLA, CRETINO, COSA CAZZO VUOI CHE FACCIA, CHE METTA I RAZZI ALLE RUOTE E DECOLLI MAGICAMENTE COME L'ENTERPRISE????
Eccheccazzo.
Calma.
Calma.
Calma.
QUINTA STAZIONE: CAMION davanti a me. Non so come si sia materializzato. Ho paura dei mezzi pesanti. Ho paura di chi guida i mezzi pesanti. Ho paura di ciò che trasportano i mezzi pesanti. Immagino sempre scene catastrofiche da film dell'orrore di quart'ordine quando ho un camion davanti. Non posso farci niente, ho pure questa. E quindi divento nervosa, suscettibile, guido male, e mi trasformo io nella tiptappista che avevo maledetto fino a qualche minuto prima, con conseguente innervosimento di coloro che mi circondano e naturali smadonnamenti rivolti alla mia persona.
SESTA STAZIONE: si intravede l'uscita, l'agognata luce... ma come in ogni IMPRESA LEGGENDARIA che si rispetti, proprio davanti all'uscita c'è qualcosa che ti impedisce di varcare la soglia della speranza: I LAVORI IN CORSO, con conseguente DEVIAZIONE. NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!
Cadono santi dal cielo, trema la terra, la mia macchinina ulula di dolore, io assumo le fattezze dell'ECCE HOMO. ECCE GUIDATRICE, flagellata, martoriata, insultata, insanguinata.
 
O viandante che per le vie del ragusano erri: ammira il carrubo, il finocchio selvatico, il lentisco, il tarabinto, l'alaterno, il mandorlo in fiore; percorri le strade del cerasuolo, del fico, del papavero. Cerca il mare, rincorri la fertile campagna. MA STORNA IL PIEDE E LO SGUARDO, E TUTTO TE STESSO, RIFUGGI, SCHIVA ABORRISCI LE TEMUTE E ORRIBILI ROTONDE DI MODICA.
Pare sia scritto sul libro magico degli elfi dell'Etna...
postato da: Clararacne alle ore 23:17 | link | commenti (9)
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