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martedì, 31 gennaio 2006

Sentimentàl

Delirio. Non ho mai 30 secondi da dedicare alla mia creatura webbica.
Che poi non sono 30 secondi, perché quando faccio quello che amo fare (scrivere, in questo caso) ci impiego anche ore intere.
La storia della fanciulla debole di nervi e del suo pc zuzzurellone è arrivata quasi alla completa stesura della prossima puntata, manca giusto il tempo di non impazzire dietro tutto il resto.
Ma oggi, OGGI, tre minuti sono dedicati a PAPA'.
Quello mio.
Papà si sveglia la mattina presto per spremere le arance e farmi trovare la spremuta fresca quando mi alzo.
D'estate non può spremere arance, e allora rimedia portando a casa chili di gelato ogni giorno, facendo impazzire mamma che "non sa più dove infilare tutte 'ste vaschette".
Papà ha avuto il TEMERARIO CORAGGIO di aprire una libreria in un paesino di provincia del profondo sud del sud, e di volerci campar famiglia. E ci riesce.
Papà ha le sue mille manie: beve vino esclusivamente nel calice a stelo, dorme lasciando scoperta solo la chierica, fa finta di interagire col mondo quando guarda una partita, ma in realtà è a senso unico e potrei anche dirgli "domani mi sposo con Bill Gates" e lui mi direbbe: "Sì".
Papà una volta mi fece il complimento più bello che un uomo possa fare ad una donna, ma non lo scriverò qui.
Oggi è il suo compleanno.
E gli auguro (forse più per me che per lui) di vivere ancora tanto, tanto a lungo.
postato da: Clararacne alle ore 10:24 | link | commenti (9)
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venerdì, 27 gennaio 2006

I "colleghi"

La categoria dei giornalisti è curiosa: uno inventa una parola, un'espressione e gli altri giù a usare SEMPRE e SOLO quella parola o quell'espressione, infilandole in ogni contesto, fregandosene dell'appropriatezza. Con risultati che a mio vedere, a volte sono esilaranti.
Chissà chi fu, per esempio, a definire per la prima volta POLARI le rigide temperature invernali della nostra penisola. Da allora ogni inverno, secondo i giornali (TUTTI  I GIORNALI), la "colonnina di mercurio" arriva a "TEMPERATURE POLARI". Il "FREDDO POLARE" ci attanaglia per mesi, viviamo "GIORNI POLARI" (e "NOTTI POLARI", ovviamente), settimane, mesi POLARI. Perché, pensa, si arriva ANCHE a MENO 10.
Che poi in realtà ai POLI le temperature vanno dai - 50° ai - 80° poco importa...
 
Oppure, avete mai letto dei CENTAURI che scorrazzano per le nostre strade?
Dimenticate le solari visioni arcadiche dei mezzi uomini-mezzi cavalli, che galoppano tra i pascoli dell'Argolide tra ninfe bellissime e satiri infoiati. I CENTAURI da un po' di tempo a questa parte sono un'altra cosa.
Ok, mi sta bene, "centauro" è molto più colorato e fantasioso di "motociclista", ma ci sono modi e modi di usare il termine. Ad esempio, se "la polizia stradale ha fermato un centauro che sfrecciava a 200 Km/h con la sua moto di grossa cilindrata", posso comprendere.
Reputo già di dubbio gusto la "morte di un centauro sull'autostrada". Una notizia drammatica non dovrebbe essere accompagnata da connotazioni metaforiche colorate riguardanti la vittima. Mi sembra assai irrispettoso.
Ma il top del grottesco si raggiunge in casi come questo: "lieve incidente stradale oggi sulla strada provinciale 115: un furgoncino adibito alla vendita di frutta e verdura si è scontrato contro un ciclomotore Bravo Piaggio condotto da A.P., 87 anni. Il venditore è rimasto illeso, mentre il CENTAURO ha accusato lievi dolori alla schiena ed è stato tradotto in ospedale".
Povero vecchietto e povero motorino, a dover reggere il confronto, nell'immaginario dei lettori, con Chirone, Folo e Nesso...

Per non parlare di una parola abusatissima, una parola che stride al mio orecchio tanto più perché con essa mi sono rapportata già dai miei primissimi pezzi: DISCARICA ABUSIVA.
Quanto piace la DISCARICA ABUSIVA.
La DISCARICA ABUSIVA è figa, è TRENDY, fa tendenza.
Tutto è DISCARICA ABUSIVA. Materassi abbandonati in piana campagna? DISCARICA ABUSIVA. Il cassonetto trabocca? DICARICA ABUSIVA. Il cane ha fatto cacca nell'aiuola? DISCARICA ABUSIVA!!!!!!!!!!!!
Una volta ho letto addirittura di tante piccole DISCARICHE ABUSIVE che, trovandosi sparse nel territorio provinciale, formavano una MEGADISCARICA  ABUSIVA a cielo aperto. Chissà l'orgasmo del "collega" quando l'ha scritto...
Io vorrei, una volta per tutte, precisare che esiste una precisa definizione di "discarica abusiva", che NON E' quello che normalmente, grazie ai "colleghi" si intende per tale. No.
Discarica abusiva è uno spazio nel quale i rifiuti restano abbandonati senza essere prelevati per essere portati altrove, e lì si accumulano nel tempo, costituendo pericolo di inquinamento per il suolo e il sottosuolo.
I fenomeni sporadici di cosiddette "discariche abusive", in realtà sono "rifiuti in stato di abbandono", e se al bar va bene confondere le due cose, chi scrive e teoricamente INFORMA (e viene pagato per farlo) ha il dovere di saperlo e di fare la dovuta distinzione.
postato da: Clararacne alle ore 01:46 | link | commenti (8)
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lunedì, 23 gennaio 2006

MAI PIU' NOMI RIDICOLI

Special thanx to Zio Francotto, che regala certe perle sul forum di Gentestrana.

LONDRA - «Basta con i nomi assurdi ai figli». È l'appello accorato della figlia di Bob Geldof ai genitori di tutto il mondo, soprattutto a quelli vip, fra i quali la moda dei nomi eccentrici impazza. Un appello giustificato visto che la figlia di sir Geldof, cantante e attivista, si chiama Peaches ("Pesche", in italiano). Anzi, il suo nome completo è Peaches Peaches Honeyblossom Michelle Charlotte Angel Vanessa Geldof.
LE SORELLE - Una scelta del padre che, a suo dire, le ha reso la vita un inferno. «Odio i nomi ridicoli - ha confesso -. Il mio mi perseguita da quando sono nata. Odio anche essere famosa, la gente crede di conoscermi solo per il cognome che porto». Parole comprensibili, ma la povera Peaches può tutto sommato ritenersi fortunata. Alle sue sorelle è andata peggio, visto che Geldof le ha battezzate rispettivamente Fifi Trixabelle, Pixie e Heavenly Hiraani Tiger Lilly.
VIP ECCENTRICI - D'altronde i nomi eccentrici ai figli sono non sono poi così rari tra i vip del mondo dello spettacolo, che in alcuni casi sembrano quasi fare a gara per superarsi in stramberie, a spese dei poveri eredi marchiati con nomi improbabili quando non del tutto ridicoli. Dello stesso genere merceologico di Peaches, c'è anche Apple («Mela»), figlia di Gwyneth Paltrow e del cantante Chris Martin. David e Victoria Beckham hanno chiamato i loro pargoli Brooklyn, Romeo e Cruz. La nipotina di Mick Jagger si chiama Assisi (un omaggio a San Francesco?). Ma il record della bizzarria va probabilmente a Kal-el, il pargolo di Nicholas Cage, che porterà a vita sui documenti il nome kryptoniano di Superman.
REGOLE IN ITALIA - In Italia ci sono alcune regole sui nomi da attribuire all'anagrafe. I divieti assoluti esistono per l’imposizione dello stesso nome del padre vivente (non è ammesso nemmeno il «Jr.», tipico degli Stati Uniti), di un fratello o di una sorella viventi. Non è possibile neppure dare un cognome come nome o nomi «ridicoli e vergognosi». Non esiste più invece il divieto per i nomi geografici, che in verità almeno per alcuni casi (Italia, Europa, America ma anche Asia) è sempre stato poco applicato.

Non so voi, ma io sul Peaches Peaches Honeyblossom Michelle Charlotte Angel Vanessa Geldof ho perso l'aria...
postato da: Clararacne alle ore 23:45 | link | commenti (5)
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domenica, 22 gennaio 2006

STORIA DELLA FANCIULLA DEBOLE DI NERVI E DEL SUO PC ZUZZURELLONE
EPISODIO 3


Il "ragazzo del computer" era stato chiaro: "lasciami il computer a tempo indeterminato". Nel frattempo ho lavorato col fisso.
Trattasi di un interessante reperto informatico che per ovvi motivi ho ribattezzato "il dinosauro", e che mi rallegrava le giornate con frequenti collassi, curiosi malfunzionamenti, bizzarre incompatibilità con molte applicazioni che usavo. Onestamente, il rudere faceva dignitosamente il lavoro che era nelle sue possibilità, ma non si può pretendere chissà che, oggi, da un processore da museo, una memoria geriatrica e un sistema operativo vecchio di 8 anni. Proprio no.
E così, tra varie amenità, passarono CINQUE mesi.
Il tempo che scadesse la garanzia e che scoprissi che esisteva un CENTRO ASSISTENZA a RAGUSA, oltre che in altre DIECI città di Sicilia e un CENTINAIO in Italia.
Assistenza zero, ricordate?
Telefono incredula al centro, e credo proprio di essermi fatta prendere per idiota: "Scusate, ma quindi voi fate ASSISTENZA sui computer (marca)?"
"Sì"
"Quindi, se io vi PORTO il mio portatile (marca), voi me lo AGGIUSTATE?"
"... ... sì, signorina... facciamo assistenza, per l'appunto"
"No, chiedo perché mi era stato detto che il più vicino centro assitenza era a Milano..."
"Le era stato detto male, signorina. Siamo qui, a Ragusa"
"E... coff coff... senta... io ho questo e quest'altro problema... cosa si può fare?"
"Sostituire lo spinotto e la scheda madre, perché (sic) intervenendo sullo spinotto la scheda si rompe"
"Ah, e le spese sono a carico mio...?"
"Beh... mi faccia controllare... sssì, la garanzia è scaduta da UN MESE, quindi sì, è tutto a carico suo"
"... ... Ah ... ... coff... coff... STRACOFF... e... ehm... intorno a quale cifra ci aggiriamo?"
E L'OPERATRICE PRONUNCIO', COME FOSSE UN INCANTESIMO, UNA CIFRA SIDERALE.
" (mancamento).. ah... beh... insomma... non è mica poco... (mancamento) (sospiro) e... senta... per curiosità... se vi avessi portato il portatile un mese fa, quando era ancora in garanzia, quanto avrei speso?" (sono masochista)
"Assolutamente niente, signorina. Lei non DEVE spendere niente quando il pc è sotto garanzia"
...
...
...
...
BENE
Dopo la sconcertante scoperta, mi recai dal "ragazzo del computer" armata di una calma e ragionevolezza degne dell'uragano "Katrina".
L'immagine “http://www.museum-neuchatel.ch/images/tigre.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
Non mi ricordo nemmeno quello che gli dissi, tanto avevo la mente annebbiata dalla collera. Per la PRIMA VOLTA vidi davanti a me un essere di sesso maschile seriamente preoccupato per la sua incolumità. Lui mi disse che "non sapeva" dell'esistenza di questo centro assistenza, e che avrebbe fatto di tutto per risolvermi il problema, al più presto, rivolgendosi anche ad un FAMOSO TECNICO SPECIALIZZATO che ripara SOFISTICATI MACCHINARI OSPEDALIERI."Ti assicuro, faccio di tutto per risolverti il problema, non ti farò pagare niente, non sapevo... credimi..." ETC ETC ETC
La frase definitiva: "dammi una settimana e avrai il portatile come nuovo".
"Una settimana di tempo: non un'ora di più: e VOGLIO ESSERE PRESENTE" sibilai polverizzandolo. Accettò con una certa mitezza. Chissà come mai...
Non aveva molto senso, a quel punto, perpetrare un omicidio.

(continua)
postato da: Clararacne alle ore 14:44 | link | commenti (6)
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giovedì, 19 gennaio 2006

STORIA DI UNA FANCIULLA DEBOLE DI NERVI E DEL SUO PC ZUZZURELLONE - EPISODIO 2


Dimenticavo una postilla importantissima all' episodio 1:
Quando il FETENTE mi si spegne all'improvviso e poi io lo riaccendo, la prima cosa che mi appare è la seguente frase: "Dato che Windows NON E' STATO CHIUSO CORRETTAMENTE - eh, SIGNORINELLA??? - devo fare il controllo di coerenza sui dischi perché rifunzioni tutto come si deve": come dire: "Io, santamente, ora controllo che tu non abbia fatto danni STRAPPANDO A MORSI i fili dell'alimentazione, ma per cortesia, la prossima volta chiudi la sessione come tutte le persone civili". E mi fa passare pure per la cavernicola della situazione. E io giù a sacramentare. Lo odio.

Ma andiamo avanti.

Arrivarono i problemi di ALIMENTAZIONE.
Usandolo sempre a casa, nella mia stanzetta di pochi metri per pochi (non saprei quantificare, ma son proprio pochi), spesso lo tenevo attaccato all'alimentazione elettrica, senza utilizzare la batteria. MA a un certo punto, perse il "contatto".
HOUSTON, HO PERSO IL CONTATTO.
In pratica, io infilavo il CAVETTO dell'alimentazione nello SPINOTTO del portatile,  e lui niente, come se non ci fosse niente. Non recepiva. Allora staccavo tutto, riattaccavo, i vari pezzi, e niente. Non esisteva alimentazione. Ho fatto migliaia di prove, credetemi. Finché non ho trovato una particolare, PRECARISSIMA posizione del cavetto in cui ... 'spetta... forse... sì, ssssssì, la corrente arrivava. ARRIVAVA. Lavorare con la batteria anziché con l'alimentazione elettrica non aveva molto senso, in quanto dopo un po' la batteria si sarebbe esaurita e mi sarebbe servita l'alimentazione elettrica per caricarla. Serviva solo a ritardare i miei crucci, insomma.
E quindi lavoravo cercando di tenere il più a lungo possibile QUELLA PARTICOLARE POSIZIONE DEL CAVETTO, standomene in posizioni proibitive, da contorsionista bulgara.
Finché anche QUEL contatto andò perduto per sempre, e allora non ci fu proprio verso di farli comunicare, CAVETTO E SPINOTTO, e mi arresi all'idea di andarlo a riportare dal "ragazzo del computer".
Il ragazzo, dopo aver analizzato la situazione, si complimentò sarcasticamente con me per la "delicatezza che usavo con questi strumenti" (ARIDAJE), e mi disse che avevo 2 alternative:
1) Portarlo in assistenza a MILANO spendendo una fortuna, oltre che in spese di viaggio, per la SOSTITUZIONE DELLO SPINOTTO MA SOPRATTUTTO DELLA SCHEDA MADRE (che risiede esattamente sotto lo spinotto, e se si volesse sostituire solo quello... OOOPS, si rompe la scheda madre);
2) Lasciarlo in consegna a lui, a tempo indeterminato, e avrebbe cercato una soluzione. Aggiunse: "Sappi che se non lo porti in assistenza, qui in zona nessuno accetterà di metterci mano. In amicizia, te lo posso fare io".
Io: "Ma l'unico centro assistenza di sto coso è a MILANO???"
Lui: "Purtroppo sì. Questa marca ha zero assistenza in Italia".

Considerando il fatto che Milano non mi rimane proprio dietro l'angolo e che quella FORTUNA, diciamo, non era nelle mie immediate possibilità, mi sono rassegnata a lasciare il malefico aggeggio nelle mani del "ragazzo".

(continua)
postato da: Clararacne alle ore 18:00 | link | commenti (10)
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mercoledì, 18 gennaio 2006

AGGIORNAMENTO

Oggi sono passata dalle ROTONDE DI MODICA.
Sono diventate 8.
E poi dicono che in Sicilia mancano le infrastrutture...
postato da: Clararacne alle ore 19:03 | link | commenti (3)
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martedì, 17 gennaio 2006

STORIA DELLA FANCIULLA DEBOLE DI NERVI E DEL SUO PC ZUZZURELLONE

Episodio 1

Io e il mio portatile abbiamo una storia di amore-odio. La racconterò in puntate, perché se ne faccio un unico intervento viene fuori una roba lunghissima per un semplice blog.
Quindi, PRIMA PUNTATA.

Fu il regalo di laurea di papà, e già quello basterebbe a determinare il lato "amore".
Ma non è solo quello: a sceglierlo mi aiutarono delle persone molto care, che si sono prese la briga di fare ricerche per me (che sostanzialmente non ne capivo un fico secco) prima dell'acquisto, e dopo di "taroccarmelo" a dovere.
Io e il mio portatile ci siamo amati per circa un anno, poi sono iniziate le incomprensioni.
Prima ci si mise di mezzo il SASSER, un fastidiosissimo worm che faceva in modo che mi si riavviasse il sistema così, come dicono i latini AD MINCHIAM, quando voleva lui. E lì iniziai ad erudirmi in fatto di protezione.
Poi, eliminato il sasser, arrivarono i problemi TECNICI.
Tanto per cominciare cominciò a fare il delicatino (cosa che continua a fare ancora adesso, eh): quando è troppo sotto pressione, mi si spegne. No, non mi dice: "attenta, padroncina mia, sto per spegnermi", no, lui si SPEGNE. Pum. Morto.
Capiamoci sul concetto di "sotto pressione": troppi processi contemporaneamente (troppi per lui, s'intende). Esempio: finestra di firefox aperta + msn messenger attivo + emule aperto = collasso. Oppure: File pdf aperto + file word aperto + skype = collasso. A volte basta: videoconferenza + finestra di firefox aperta. Oppure Firefox + winamp. Troppa roba, il signorino decide che GNA' FA' e prima quasi decolla dalla velocità della ventola e poi muore. All'improvviso.
Ok, lo porto da colui che per convenzione chiameremo "ragazzo del computer", e gli espongo il problema. Il ragazzo lo accende, lo mette sotto pressione, gli fa fare una giravolta, lo fa stare in verticale sulla lingua, lo strizza, lo spreme, gli fa aprire quarantamila cose contemporaneamente e niente, funziona perfettamente, il CROTALO.
Lì cominciò a sfiorarmi il dubbio che LUI avesse una coscienza, una sorta di volontà malevola, e che ghignasse sotto il touchpad a vedere la mia faccia quando il "ragazzo del computer" mi diceva:"Vedi? Va benissimo", e aggiungeva, con fare allusivo: "Ma sei sicura che lo usi nei modi convenzionali e non ci fai altro???".
NO, ME LO TROMBO. COSA CI SI FA CON UN PORTATILE, DI NON CONVENZIONALE??? SPIEGATEMELO.
Ovviamente, quando l'ho riportato a casa, si è rimesso a fare il merda. E ancora oggi devo stare attenta a non affaticarlo troppo sennò mi crepa. E a volte mi crepa in ogni caso.
Ma questo era solo l'inizio.
postato da: Clararacne alle ore 17:51 | link | commenti (7)
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venerdì, 13 gennaio 2006

QUELO


Certo che Dio (o chi per Lui), se esiste, dev'essere proprio un gran SIMPATICONE MATTACCHIONE, amante della BURLA, del FRIZZO e del LAZZO.
Ce lo vedo, spaparanzato sul divano, con il suo schermo al plasma sintonizzato sul canale della vita di ciascuno di noi, a selezionare col telecomando interattivo queste o quelle ARLECCHINATE, BIRBONATE e FACEZIE. E giù a ridere tanto da far tremare tutto l'Empireo, e a chiamare a raccolta angeli e santi per non far loro perdere la scena comica dell'anno.
 
Oggi non ho tempo, proprio no, ma fra qualche giorno vi racconterò la storia della FANCIULLA ANSIOSA E DEBOLE DI NERVI e del suo COMPUTER ZUZZURELLONE.

L'immagine “http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/c/c0/Quelo.jpg/180px-Quelo.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
postato da: Clararacne alle ore 17:39 | link | commenti (7)
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SPAM SPAM SPAAAAAM!


Ieri alcune coincidenze hanno voluto che mi trovassi a che fare con lo SPAM sotto diversi fronti. In pratica, vuoi per
una cosa, vuoi per un'altra, mi sono fatta il superculturone sul fenomeno.
Mentre cernevo le informazioni più disparate, è venuta fuori l' "etimologia" della parola, che merita assolutamente un post.
SPAM significa "Spiced ham": si tratta di una roba in scatola (sostanzialmente carne di maiale aromatizzata)  inventata negli Stati Uniti nel 1926. Non appena nata, la prima "canned meat" riscosse subito molti successi, in particolare nell'impiego militare: era particolarmente diffusa tra gli eserciti della seconda guerra mondiale, infatti, perché non necessitava di essere tenuta in frigo.  
Come si può immaginare, la pietanza era ben lontana dall'essere una prelibatezza.
Poi, negli anni del boom economico (e dell'ottimismo, per dirla con Tonino Guerra) lo SPAM crebbe in notorietà, e proliferarono i jingle e i tormentoni legati ad esso. Il fenomeno commerciale diventò un fenomeno di costume, e il mondo conobbe l'assillo del "brand".
Tanto che, nel 1970, quei geniacci dei Monty Python crearono una scenetta dedicata dedicata allo SPAM nella seconda serie di quella cosa fantastica che è il Monty Python’s Flying Circus.

Lo sketch si svolge in un bar-ristorante in cui un tavolo è occupato da un gruppo di vichinghi, con tanto di elmi cornuti. Entrano marito e moglie (lui è Eric Idle, lei è Graham Chapman [il Brian di "Brian di Nazareth", chi se lo ricorda alzi la mano e venga a prendersi un bacio], travestito da donna; la cameriera è Terry Jones, anche lui travestito da donna, in maniera malconcia e trasandata).

(Il testo originale si trova sul sito Berkeley, mentre la versione italiana l'ho recuperata da Giancarlo Livraghi).

 

Marito: Siediti qui, cara.

Moglie: Va bene.

Marito (alla cameriera): Buongiorno!

Cameriera: Buongiorno!

Marito: Bene, che cosa c’è di buono?

Cameriera: Be’, c’è uova e bacon; uova salsiccia e bacon; uova e spam; uova bacon e spam; uova bacon salsiccia e spam; spam bacon salsiccia e spam; spam uova spam spam bacon e spam; spam salsiccia spam spam bacon pomodoro e spam;

Vichinghi (cominciano a cantare): Spam spam spam spam

Cameriera: Spam spam spam uova e spam; spam spam spam spam spam spam fagioli stufati spam spam spam...

Vichinghi (cantano): Spam! Splendido spam! Splendido spam!

Cameriera: ... o aragosta Thermidor à Crevette con salsa mornay servita alla provenzale con scalogno e melanzane, guarnita con paté ai tartufi, brandy e con sopra un uovo fritto e spam.

Moglie: Avete qualcosa senza spam?

Cameriera: Be’, nello spam uova salsicce e spam non c’è molto spam.

Moglie: Non voglio spam!

Marito: Perché non può avere uova bacon spam e salsiccia?

Moglie: Ma in quello c’è lo spam!

Marito: Ma non c’è così tanto spam come in spam uovo salsiccia e spam, vero?

Vichinghi (cantano in crescendo): Spam spam spam spam

Moglie: Potete farmi uova bacon spam e salsiccia senza lo spam?

Cameriera: Urgghh!

Moglie: “Urgghh” cosa? Non mi piace lo spam!

Vichinghi (ancora in crescendo): Splendido spam! Magnifico spam!

Cameriera: Zitti!

Vichinghi: Splendido spam! Magnifico spam!

Cameriera: Insomma, zitti! (i vichinghi smettono) maledetti vichinghi! Signora, non posso darle uova bacon salsiccia e spam senza lo spam.

Moglie (strilla): Non mi piace lo spam!

Marito: Calmati, cara, non litighiamo. Mangerò io il tuo spam. Mi piace tanto. Voglio spam spam spam spam spam spam spam fagioli stufati spam spam spam e spam!

Vichinghi (cantano): Spam spam spam spam. Splendido spam! Magnifico spam!

Cameriera: State zitti! I fagioli stufati sono finiti.

Marito: Be’ allora posso avere lo spam invece dei fagioli?

Cameriera: Allora vuole spam spam spam spam spam spam...?

(ma è troppo tardi, la sua voce è sopraffatta dal canto dei vichinghi)

Vichinghi (cantano in coro): Spam spam spam spam. Splendido spam! Magnifico spam! Spam spa-a-a-a-a-am spam spa-a-a-a-a-am spam. Splendido spam! Splendido spam! Splendido spam! Splendido spam! Splendido spam! Spam spam spam spam!

 

Ecco: quello che noi, popolo della rete, intendiamo per spam pare derivi proprio da questa meravigliosa scena. Lo spam è una cosa che più si rifiuta e più ne arriva.

E ora passo un paio di minuti in rigorosa adorazione di quello che furono i Monty Python.

°

Aggiornamento da parte di Antonio
Manca un ultimo passo per arrivare al concetto internettiano di spam:
tecnicamente, oggi per spam - negli USA - si intende l'effetto provocato dal gettare un po' di quella carne in scatola su di un ventilatore. Quindi, traslando "giuridicamente" il tutto, il senso e' proprio quello di diffondere indiscriminatamente un messaggio non sollecitato.


Io voglio sapere chi è quel genio che si trastulla gettando spam sul ventilatore...
postato da: Clararacne alle ore 10:01 | link | commenti (5)
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giovedì, 12 gennaio 2006

IL QUESTORE

Cerco il Questore da stamattina, per un'intervista lampo. Ogni volta che mi risponde il centralinista sono TENTATISSIMA dalla voglia di dirgli: "Scusi, il Questore a quest'ora in Questura non c'è?"
E non glielo dico... ma penso alla sua faccia se glielo dicessi, e a cosa penserebbe di me... e mi viene da ridere... e ogni volta riconsidero la possibilità di dirglielo...
 
Sono una persona INseria.
postato da: Clararacne alle ore 09:30 | link | commenti (3)
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