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venerdì, 31 marzo 2006

Teatro

Quest'anno a Siracusa mettono in scena Euripide.
Dei 3 tragediografi è quello che più mi sta simpatico,  quello che si divertiva a controvertere il sistema dèi-uomini, quello che più di tutti faceva l'ateo e in qualche caso il bestemmiatore. Sì, mi piace.
Mettono in scena "Ecuba" e "Le Troiane".
Ad entrambe le tragedie sono molto affezionata, per motivi diversi. Su "Ecuba" mi taccio. Quanto a "Le Troiane", chi sa qualcosa di me sa anche che è la tragedia da me più "frequentata" in assoluto. Ho ricordi intensissimi legati al laboratorio teatrale del "Curcio" ed all'allestimento che abbiamo realizzato insieme ai ragazzi, alle ragazze ed al mio collega storico, sopportatore ufficiale delle mie isterie, fantasioso e delirante costumista: Marco.
Che quando c'era da inventarsi un rudimento di coreografia per sto benedetto coro di troiane, mentre io ero in un'altra aula a fare "indemoniare" Cassandra, lui mi azzoppò mezza classe per le sue idee di "stella girevole", e "lanciatevi in fuori e rituffatevi al centro", e sembravamo ai mondiali di nuoto sincronizzato, con la piccola differenza che non c'era acqua ma marmo, e le piccole troiane ne uscirono con caviglie doloranti e ginocchia sbucciate, invocando il mio nome per ridurre il Marco Furioso a più miti consigli.
Però venne fuori una roba bellissima (senza stella girevole, chiaramente). Non è solo un mio parere. Curammo ogni cosa nei minimi dettagli. Dal coro alle colonne sonore, dai trucchi ai costumi, alle luci. Tutto.
E in ogni dove vedevo donne impazzite per l'affascinante e possente Poseidone del prologo, gente in lacrime per l'ultimo addio di Cassandra a Ecuba, sgomento in platea per l'annuncio di Taltibio a Ecuba della morte di Polissena.
Io per prima, ogni singola volta, avevo la pelle d'oca e gli occhi lucidi. Meno male che c'era Marco ad abbracciarmi, dietro le quinte o in "cabina" regia.
Abbiamo fatto tanti spettacoli.
Poi tutto finì nella grettezza di chi non volle scommetterci su per un altro anno. Potere del potere, no comment.
 
E ora fanno Le Troiane a Siracusa, con la regia di Mario Gas, regista spagnolo molto "politicizzato". Sono curiosa, non vedo l'ora di andarle a vedere.
"Ecuba", invece, è diretta da Massimo Castri, un mostro sacro della regia teatrale in Italia. Anche per quella, non vedo l'ora.
 
Ovviamente, siete tutti invitati. Il teatro classico visto al teatro greco è uno spettacolo incommensurabile.
postato da: Clararacne alle ore 12:41 | link | commenti (7)
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lunedì, 27 marzo 2006

Gli uomini volanti

Oggi è un giorno triste. Il mondo è più povero. Un po' di più. Se n'è andato un uomo straordinario.
Chi non sa chi fosse Angelo d'Arrigo, oggi, leggendo i giornali, potrà avere l'occasione di scoprire cosa significa amare profondamente la vita, e berla a grandi sorsi.
Quest'uomo, a metà fra Leonardo da Vinci e Konrad Lorenz, volava seguendo gli uccelli.
I condor, le gru, le oche, i falchi e le aquile erano suoi amici. Gli insegnavano a volare, seguendo le correnti. E lui, per ripagarli, col suo deltaplano insegnava loro nuove rotte migratorie.
Angelo d'Arrigo volava insieme agli uccelli. Non "come" gli uccelli. Insieme agli uccelli.
Ha sorvolato l'Everest, le Ande, il Circolo Polare Artico, il Sahara.
A Catania gestiva insieme alla moglie Laura una scuola di volo libero, la "Etna Fly". Un incidente lo aveva ridotto in coma, e quando si è ripreso i medici gli avevano detto che non avrebbe più potuto volare. Ma lui, dopo, volò ancora e ancora.
Ieri non volava col suo deltaplano, ma su un piccolo aereo, sopra Comiso. E l'aereo si è schiantato tra gli ulivi.
Leggevo a gennaio della sua ultima impresa sulle Ande. In quell'occasione pensai che una scappata a Catania, prima o poi, l'avrei fatta: sarebbe stato bellissimo conoscerlo.
Quando si dice di non rimandare mai...
 
Ho ripensato a Patrick de Gayardon. Che pena nel cuore, quando muoiono gli uomini volanti.
 
"Remember when you were young, you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there's a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the cross fire of childhood and stardom,
blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter, come on you stranger,
you legend, you martyr, and shine!
You reached for the secret too soon, you cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Threatened by shadows at night, and exposed in the light.
Shine on you crazy diamond.
Well you wore out your welcome with random precision,
rode on the steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions, come on you painter,
you piper, you prisoner, and shine!"
 
 

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postato da: Clararacne alle ore 13:36 | link | commenti (3)
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mercoledì, 22 marzo 2006

Prima Vera

Non credo sia solo cosa mia: quando mi alzo la mattina presto sono irascibile come un gatto bagnato.
Poi, se mi alzo accompagnata dalle festose urla di papà che augura il buon giorno e incita alla sveglia e mi avverte che mi ha portato i giornali e mi chiede info sulla nuova rosticceria che hanno aperto in paese, TUTTO INSIEME, ecco che del gatto mi viene pure la gobba in su e il pelo ritto. E comincio a soffiare.
Stamattina mi sono alzata in questo stato di furore bacchico, quando ho aperto la finestra e sono uscita in balcone... ed ho notato che qualcosa era diverso.
L'aria era tiepida, e c'era profumo di fiori. Ho visto il mare, lontano, e il cielo, vicino, e la campagna. E i colori erano più vividi. La signora Angelina (la vicina) mi ha salutata tutta contenta. Sono scesa, e la spremuta che aveva fatto papà era più rossa e più dolce, e il caffè era più profumato.
La signora primavera, ho pensato, deve proprio essersi impossessata del mio mondo.
Se non stessi qui, credo, rimarrei Clara-gatto-bagnato tutta la giornata.

L'immagine “http://static.flickr.com/24/49346898_70dab00e43_o.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
postato da: Clararacne alle ore 09:58 | link | commenti (6)
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lunedì, 20 marzo 2006

Bella figura è...

Quando suonano alla porta, scendi di corsa ad aprire e spunta un distinto signore amico di papà che porta le arance fresche del suo orto, tu con fare brillante ti profondi in sorrisi e ringraziamenti, lui va via e quando chiudi la porta e ti guardi allo specchio noti che avevi le ciabatte a papera e tutto intorno alla bocca sporco della cioccolata modicana che stavi felicemente trangugiando mentre lavoravi, prima del suono del campanello.

Che bei momenti.
postato da: Clararacne alle ore 14:58 | link | commenti (5)
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mercoledì, 15 marzo 2006

Incontro con Rita Borsellino

Per chi me l'ha chiesto e per chi me l'ha richiesto, ma anche per chi non me l'ha chiesto e non potrà leggerlo diversamente. Mi sento un po' nuda, in questa occasione: è la prima volta che mostro il mio "lavoro". Con un po' di imbarazzo, ecco il pezzo che ho scritto sull'incontro con Rita Borsellino.

Una rottura profonda con le scelte e i metodi del passato, l’instaurazione di un percorso etico nella conduzione della cosa pubblica, una politica di servizio, opposta alla politica del potere.
Rita Borsellino porta ad Ispica le sue idee, con una semplicità che ha conquistato l’uditorio del salone AUSER di Via Sardegna.
Il 27 febbraio scorso, dopo la visita al CPT di Ragusa e il dibattito a Pozzallo sulle politiche dell’immigrazione, la candidata alla Presidenza della Regione per L’Unione è arrivata ad Ispica accolta da un pubblico eterogeneo e folto.
Dopo un breve saluto e le introduzioni di rito, la Borsellino ha parlato dei suoi ricordi legati ad Ispica, risalenti agli itinerari di Libera e della Carovana Antimafie.
Ha ricordato l’incontro con i ragazzi delle scuole, suoi interlocutori preferenziali, e l’occasione in cui decise di candidarsi alla Presidenza della Regione. “Significava decidere di cambiare vita per la seconda volta – dice –, dopo che la prima volta era cambiata nel luglio del 1992”. Questo l’unico accenno alla strage di Via d’Amelio: poche asciutte parole, che hanno avuto il potere di evocare con forza, nel silenzio generale, uno dei giorni più bui della storia d’Italia.
Non parla di mafia, Rita Borsellino, “anche perché – dice – Falcone e Borsellino sono stati uccisi proprio quando hanno iniziato a mettere il naso negli affari della politica: chissà se è soltanto mafia quella che li ha voluti eliminare”.
Parla di diritti, Rita Borsellino: “dal più piccolo certificato d’ufficio alla più importante opera pubblica, il nostro è uno stato fondato sul diritto: non sul favore, non sulla raccomandazione, non sull’interesse personale. Abbiamo diritto al nostro sviluppo, senza doverlo richiedere di volta in volta al patrocinatore, al conoscente, all’amico di turno”. La Borsellino tenta di scardinare una mentalità “che in Sicilia – dice – ha messo radici profonde, e che ha depredato le persone della loro dignità civica”.
Rita Borsellino parla di sanità, trasporti, commercio, viabilità, agricoltura, lavoro; parla delle grandi potenzialità inespresse di una terra “a cui non manca nulla: né il favore del clima e della natura, né il patrimonio artistico e paesaggistico, né l’operosità dei suoi abitanti. Eppure – continua – abbiamo l’onta di essere rimasti in “Obiettivo 1” nella valutazione stilata dall’UE per lo stanziamento dei fondi per i Programmi Operativi Regionali 2007-2013, dopo che i fondi per il 2000-2006 sono stati spesi male e solo in parte”.
Infine, salutato il pubblico, prima di ripartire per Palermo, Rita Borsellino trova qualche minuto da concedere a noi:

Cosa porta una candidata alla presidenza della Regione in un piccolo centro di provincia all’estremo opposto della Sicilia?

"Sono già stata ad Ispica, lo ricordo bene. Ispica è nella mia memoria, così come tutte le città siciliane. Con la Carovana Antimafie ho percorso tutta l’isola e ho conosciuto molte persone. È importante rapportarsi direttamente con la gente e le realtà locali, per conoscerne a fondo le esigenze ed organizzare un buon lavoro di rete".
Nel suo slogan elettorale lei dice di conoscere una Sicilia che vuole cambiare davvero: da chi è formata questa Sicilia?
"Sono tutte le persone che vogliono uscire dalla mentalità del potere e del favore, persone che vogliono lavorare e vogliono che siano riconosciuti i loro giusti meriti; sono giovani che vogliono poter rimanere in Sicilia a costruire il proprio futuro, ma anche anziani che credono di poter vedere  e fare una Sicilia migliore di quella che è adesso".
Cosa è cambiato nelle coscienze dal luglio 1992?
"Molto, soprattutto nelle giovani generazioni. Ho notato una grande presa di coscienza da parte dei ragazzi, una forte esigenza di cambiamento e un grande bisogno di legalità ed onestà".

C.C.
postato da: Clararacne alle ore 14:37 | link | commenti (6)
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venerdì, 10 marzo 2006

SEMPRE A PROPOSITO DI DONNE...


E' interessante e curioso andare a leggere pezzi tratti dal Vecchio e Nuovo Testamento a proposito della visione della donna nella sua persona e nel suo ruolo sociale... altro che quote rosa.

Ad esempio, quando si parla del rapporto marito-moglie:

Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.
(1 Timoteo 2, 12)

Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore.
(Colossesi 3, 18)

Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge.
(1-Corinzi 14, 34)

La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione.
(1 Timoteo 2,  11)

Interessante anche la concezione dell'amore e dell'innamoramento e della bellezza femminile:

Non dare l'anima tua alla tua donna, sì che essa s'imponga sulla tua forza.
(Siracide 9, 2)

Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.
(Ecclesiaste 7, 26)

Distogli l'occhio da una donna bella, non fissare una bellezza che non ti appartiene. Per la bellezza di una donna molti sono periti; per essa l'amore brucia come fuoco.
(Siracide 9, 8)

Il vostro ornamento non sia quello esteriore - capelli intrecciati, collane d'oro, sfoggio di vestiti - cercate piuttosto di adornare l'interno del vostro cuore con un'anima incorruttibile piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti a Dio. Così una volta si ornavano le sante donne che speravano in Dio; esse stavano sottomesse ai loro mariti, come Sara che obbediva ad Abramo, chiamandolo signore.
(1 Pietro 3, 3)

Poi ce l'avevano a morte con "quei giorni lì"... manco fossimo cadaveri...

La donna che ha un flusso di sangue per molti giorni, fuori del tempo delle regole, o che lo abbia più del normale sarà immonda per tutto il tempo del flusso, secondo le norme dell'immondezza mestruale. Ogni giaciglio sul quale si coricherà durante tutto il tempo del flusso sarà per lei come il giaciglio sul quale si corica quando ha le regole; ogni mobile sul quale siederà sarà immondo, come lo è quando essa ha le regole. Chiunque toccherà quelle cose sarà immondo; dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. Quando essa sia guarita dal flusso, conterà sette giorni e poi sarà monda.
(Levitico 15, 25)

Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l'immondezza mestruale.
(Levitico 18, 19)

Se uno ha un rapporto con una donna durante le sue regole e ne scopre la nudità, quel tale ha scoperto la sorgente di lei ed essa ha scoperto la sorgente del proprio sangue; perciò tutti e due saranno eliminati dal loro popolo.
(Levitico 20, 18)

Carinissime le considerazioni a livello generale:

Il mio popolo! Un fanciullo lo tiranneggia e le donne lo dominano. Popolo mio, le tue guide ti traviano, distruggono la strada che tu percorri.
(Isaia 3, 12)

Meglio la cattiveria di un uomo che la bontà di una donna, una donna che porta vergogna fino allo scherno.
Perocchè è preferibile un uomo che nuoce, a una donna che fa de' benefizi, e che porta vergogna e ignominia.
(Siracide 42, 14)

Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via.
(Siracide 9, 10)

Interessante il concetto di tradimento prima del matrimonio (che dovrebbe essere meno grave, no?):

Quando una fanciulla vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città, pecca con lei, condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete così che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non ha gridato, e l'uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai il male da te.
(Deuteronomio 22, 23)

Infine, una perla su come il MEMBRO sia sacro e intoccabile :-D :

Se alcuni verranno a contesa fra di loro e la moglie dell'uno si avvicinerà per liberare il marito dalle mani di chi lo percuote e stenderà la mano per afferrare costui nelle parti vergognose, tu  le taglierai la mano e l'occhio tuo  non dovrà averne compassione.
(Deuteronomio 25, 11)

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postato da: Clararacne alle ore 00:00 | link | commenti (9)
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mercoledì, 08 marzo 2006

Per festeggiare

In Russia durante la giornata di oggi i vigili urbani si asterrano dal fare multe alle guidatrici distratte, ma ammonendole bonariamente per le infrazioni commesse regaleranno loro mazzolini di fiori...
Uhm... carino, no?
postato da: Clararacne alle ore 10:44 | link | commenti (2)
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martedì, 07 marzo 2006

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
 
In questa notte d’autunno
-Nazim  Hikmet-
 
Dedicata a tutte le signore e signorine che passano di qui.
postato da: Clararacne alle ore 20:25 | link | commenti (2)
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sabato, 04 marzo 2006

ARACNOFOBIA

Mannaggia al ragnetto che ha preso possesso della ringhiera del balcone: non sono riuscita ad uscire per sbattere i tappetini di camera mia.
Pensavo a quest'aracnofobia e a quello che ha generato negli anni.
Ad esempio, quando quella volta che da bambina, piccola Freud, decisi di intraprendere una terapia d'urto.
"MOSTRA DI RETTILI E RAGNI"
Lo striscione campeggiava sull'uscio dell'edificio sul viale alberato che conduceva da casa mia al negozio di papà. Respiro profondo: "ok, entro, vediamo se riesco a superarla".
Ricordo le teche di vetro sul perimetro del salone. Da una parte i rettili, dall'altra, beh.
Mi dico che magari l'urto non dovrebbe essere così "violento", quindi decido di affrontare un processo graduale di paura, e vado verso i serpenti.
Il punto è che i serpenti non mi facevano paura. Guardavo i rettili, ed immaginavo gorgoni, draghi, malefici, dèi indiani, mostri leggendari, ma niente, con tutta l'immaginazione possibile non riuscivo a defribillare le corde dello spavento.
Non ero l'unica bambina, anzi. Ero l'unica bimba non accompagnata, piuttosto.
Ad un certo punto uno degli organizzatori tira fuori dalla teca un serpentazzo dal nome esotico-latineggiante, me lo avvicina e mi dice "vuoi accarezzarlo, bimba?" - non immaginate cosacce, pervertiti -
Io tendo la manina, ma quando sono quasi sul dorso del rettile, lui fa un movimento improvviso tra le mani del "padrone". Tutto sotto controllo, ma io faccio un balzo all'indietro e mi appoggio ad una parete, un pannello, una colonna, non so.
Era una teca.
Quella della tarantola.
Quando mi volto la vedo lì, con la zampaccia pelosa sul vetro, di fronte alla mia manina. Piccina, forse voleva diventare mia amica. Mi sento morire.
Caccio un urlo da regina della notte nel Flauto Magico di Mozart e corro verso l'uscita. Un signore cerca di capire che è successo ma io scappo via, mi divincolo e corro lontano dalla casa degli orrori.
Mai più. Fancuffia a me e alle mie letture psicanalitiche a 12 anni.
Da quella volta solo una volta ho accettato di affrontare in qualche modo la mia aracnofobia.
Fu quando un rastone con gli occhi bellissimi, ai tempi dell'università, mi chiese di aiutarlo con la sua tesi di biologia neuronale sulle reazioni dei soggetti fobici.
Gli serviva una fobica pura, di quelle al 100%, che non sanno com'è scaturita la fobia e non riescono a vedere l'oggetto della fobia nemmeno disegnato.
Me l'ha detto mentre mi illustrava le teorie sull'origine dell'aracnofobia legate alla reincarnazione, mi parlava di chakra, mantra e yantra... come si fa a dirgli di no???
E fu così che diventai cavia da laboratorio.
Ma col rastone.
E oggi non riesco a sbattere i tappetini.

Uff.
postato da: Clararacne alle ore 22:00 | link | commenti (4)
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venerdì, 03 marzo 2006

Segnalazioni dalla rete

Il sito indipendente sul Festival di Sanremo è un ottimo espediente per sopravvivere a questi giorni di sovraffollamento canzonettiano.
Fatto da persone che con una certa evidenza sono esperti del settore, il sito è originale, intelligente, a volte dissacrante, altre polemico, sempre brillante.
Le pagine dedicate ai concorrenti sono volutamente caustiche per chi "pretende" di fare il musicista, molto oneste per chi "è" musicista: piccole bombe a mano contro lo spirito ieratico della kermesse, che vuole tutti "Artisti". Due esempi in tema:

Tiziano Orecchio: QUELLO CON LA CUFFIA  - Tiziano Orecchio ha ventisei anni e invece di fare i concorsi pubblici si è specializzato in concorsi canori. Veterano dell'Accademia di Sanremo, lo hanno promosso al festival per non vederlo tornare.
L'Aura: L'APOSTROFO AURA - "Aspirapolvere multifunzione in vendita a prezzo scontatissimo in grado di produrre ultrasuoni degni del canto di una balena. Ottimo per impianti HI-FI e navi adibite al trasporto merci, specialmente a mare coperto o sulle spiagge". Così si definisce L'Aura medesima. Di lei si sa poco, che è vissuta tra Brescia e Berkeley e che ha un sito davvero carino. La strada per la finale è una discesa insaponata. Segnatevi questo nome, può farci la sorpresona del 2006.

La sezione dedicata ai commenti in tempo reale è, a mio avviso, una delle più divertenti: di minuto in minuto aggiornano la pagina, seguendo in diretta lo svolgimento del festival e commentando molto in "Gialappa's style" le vicende sul palco dell'Ariston.
Ieri mi sono cappottata quando ho letto la seguente:
Ore 21.29. Se qualche coraggioso si fosse scaricato la suoneria della Oxa, ci scriva e testimoni cosa si sente.

www.festivaldisanremo.com, ovvero, come non soccombere al festival. Grazie, autori.
postato da: Clararacne alle ore 12:58 | link | commenti (3)
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