Quest'anno a Siracusa mettono in scena Euripide.
Dei 3 tragediografi è quello che più mi sta simpatico, quello che si divertiva a controvertere il sistema dèi-uomini, quello che più di tutti faceva l'ateo e in qualche caso il bestemmiatore. Sì, mi piace.
Mettono in scena "Ecuba" e "Le Troiane".
Ad entrambe le tragedie sono molto affezionata, per motivi diversi. Su "Ecuba" mi taccio. Quanto a "Le Troiane", chi sa qualcosa di me sa anche che è la tragedia da me più "frequentata" in assoluto. Ho ricordi intensissimi legati al laboratorio teatrale del "Curcio" ed all'allestimento che abbiamo realizzato insieme ai ragazzi, alle ragazze ed al mio collega storico, sopportatore ufficiale delle mie isterie, fantasioso e delirante costumista: Marco.
Che quando c'era da inventarsi un rudimento di coreografia per sto benedetto coro di troiane, mentre io ero in un'altra aula a fare "indemoniare" Cassandra, lui mi azzoppò mezza classe per le sue idee di "stella girevole", e "lanciatevi in fuori e rituffatevi al centro", e sembravamo ai mondiali di nuoto sincronizzato, con la piccola differenza che non c'era acqua ma marmo, e le piccole troiane ne uscirono con caviglie doloranti e ginocchia sbucciate, invocando il mio nome per ridurre il Marco Furioso a più miti consigli.
Però venne fuori una roba bellissima (senza stella girevole, chiaramente). Non è solo un mio parere. Curammo ogni cosa nei minimi dettagli. Dal coro alle colonne sonore, dai trucchi ai costumi, alle luci. Tutto.
E in ogni dove vedevo donne impazzite per l'affascinante e possente Poseidone del prologo, gente in lacrime per l'ultimo addio di Cassandra a Ecuba, sgomento in platea per l'annuncio di Taltibio a Ecuba della morte di Polissena.
Io per prima, ogni singola volta, avevo la pelle d'oca e gli occhi lucidi. Meno male che c'era Marco ad abbracciarmi, dietro le quinte o in "cabina" regia.
Abbiamo fatto tanti spettacoli.
Poi tutto finì nella grettezza di chi non volle scommetterci su per un altro anno. Potere del potere, no comment.
E ora fanno Le Troiane a Siracusa, con la regia di Mario Gas, regista spagnolo molto "politicizzato". Sono curiosa, non vedo l'ora di andarle a vedere.
"Ecuba", invece, è diretta da Massimo Castri, un mostro sacro della regia teatrale in Italia. Anche per quella, non vedo l'ora.
Ovviamente, siete tutti invitati. Il teatro classico visto al teatro greco è uno spettacolo incommensurabile.