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lunedì, 03 aprile 2006

Images & Words


Non parlerò dell'album dei Dream Theater.
Ma della valanga di immagini e parole che di questi tempi hanno creato un bel movimento di coscienze, pensieri, sussulti e SOLDI, mentre hanno atrofizzato molto altro.
Le parole del padre, le parole della madre. Le parole dell'avvocato, le parole degli inquirenti, le parole dei vicini. Le parole dello zio, le parole del fratello e della cognata dell'assassino. Le parole degli abitanti di Casalbaroncolo, e per sicurezza anche quelle degli abitanti di Parma. Le parole del'uomo della strada, della donna al mercato, del pizzicagnolo all'angolo. le parole della nonna, del nonno, del prozio e della bisnonna. - giuro che non me ne sto inventando una, chi è stato 10 minuti davanti alla TV ieri, in qualsiasi momento, può rendermene atto -
Le parole della nazione, di quella seduta al bar della domenica come di quella andata allo stadio a strapparsi la maglietta per un gol. Pure quelle.
Ma non finisce qui.
Le parole delle ISTITUZIONI. Ha aperto la sfilata trionfale il MINISTRO CASTELLI, cogliendo immediatamente il vento propizio per infilare un po' di campagna elettorale. E poi sono seguiti a ruota gli altri, tutti a dividersi la torta dell'argomento HOT, esprimendo sentito cordoglio fra una ravanata di coglioni, un rutto (sai, la domenica si mangia bene) e un colpo sotto la cinghia agli avversari politici, per il bene del paese, sia chiaro.  Gli unici che si sono evitati la penosa esibizione del "quello che abbiamo fatto-che faremmo-che faremo" sono stati il presidente della repubblica e - udite udite, sono proprio io a dirlo - il presidente del consiglio. Gli toccava, l'hanno fatto, senza sfruttare il momento. Almeno stavolta.
E poi il popolo del web, trattato un po' come quello del mercato. Dalla homepage di un portale (non vi dirò quale perché non voglio fare pubblicità a una cosa del genere) c'è un link a "dite la vostra sulla morte di Tommaso". Ovviamente il link è ipercliccatissimo. E non solo lì, ma un po' ovunque, nei media di ampio respiro come in quelli più casalinghi, ci sono discussioni aperte su sta cosa.
COME SE CI FOSSE QUALCOSA DA DIRE.
E poi le immagini. Lasciando perdere il profluvio di foto del bambino, che hanno sommerso ogni canale mediatico (potevano essere a scopo segnaletico, sè, come no), ecco le foto DELLA TRAGEDIA: la madre emaciata, il paese attonito, la fiaccolata, gli striscioni, i bambini in pena, gli abitanti del paese dell'assassino che NON CI STANNO, i tanti SIGNORI E SIGNORE NESSUNO che piangono, e poi la STAR della faccenda, il PADRE, questo padre che con quello sguardo... uhm... non ci convince, no... chissà cosa sa... ma quante sigarette fuma... ma guarda come parla... secondo me nasconde qualcosa, eccolo che telefona, chissà chissà... eccolo che si gratta il mento, chissà chissà... eccolo che si asciuga la fronte, chissà chissà cosa CI nasconde.
Basta.
L'unica cosa positiva che ha questo epilogo è che dopo il funerale non ne parlerà più nessuno. Non più speciali in prima serata, non più illustri testimonianze, non più riflettori hollywoodiani. Nessuno si pascerà più di questo cadavere.
E i giornalisti, popolo di iene affamate, forse torneranno nella CASCINA DI COGNE, ad ammorbare la mente e anestetizzare le coscienze con altre SCOTTANTI RIVELAZIONI sull'altra tragedia business dei media.
Grazie anche alla connivenza con chi, da casa, dal suo piccolo mondo privato, si lascia marcire dentro nutrendosi di questi milioni di necro-reality. Grazie a chi scatta le foto al papa morto col telefonino. Grazie a chi si scarica dalla rete il video del prigioniero decapitato. Scommetto che da qualche parte, in qualche cassetto, è già pronta la sceneggiatura per la nuova fiction sul bambino rapito e ucciso.
Siamo diventati un popolo di consumatori veloci, e vogliamo anche il dolore a buon prezzo, in una comoda confezione take away, da divorare al nostro fast food delle angosce, per poi fare un bel rutto liberatorio e tornare a parlare della domenica di campionato.
 
PS: AVVERTENZA: da questo intervento saranno cancellati senza appello tutti i commenti riguardanti il "povero bimbo", il "come mi sento male", il "non riesco a crederci", il "non ci sono parole" e così via. Il post NON PARLA di questo, per amore di chiarezza.

PPS: AGGIORNAMENTO: Antoniog consiglia la lettura di questo. Grazie A.
postato da: Clararacne alle ore 12:09 | link | commenti (8)
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