Venezia: resoconto
"E' come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l'unico modo è ROMPERLO. E se hai paura di farti male, prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti..."
"Due di due" di Andrea de Carlo è un libro che consiglio a molti, soprattutto alle persone giovani e intimorite dalla vita, indecise sugli eventi (quindi molto spesso anche a me stessa... eheh).
Se vedi qualcosa che ti piace dentro a una vetrina, rompi il vetro e prenditela.
Questa regola mi ha portato a Venezia la scorsa settimana.
Da giugno cercavo notizie in rete, facevo telefonate e spedivo mail all'organizzazione della Biennale, per poterci essere. Perché era uno dei miei più grandi sogni stringere la mano a Lynch e parlargli. E vedere in anteprima il suo nuovo film.
E così è nato il viaggio, la traversata infinita in treno, la stupenda compagnia di Bajo e l'inaspettata quanto meravigliosa ospitalità di Caterina.
Così sono nati 5 giorni intensissimi, fatti di tanti passi e niente sonno, di sorrisi gentili e della sensazione indescrivibile che dà l'essere "altrove".
Il mio saluto a Venezia è stato il 6 sera, in battello, nella zona all'aperto dello scafo, sotto la luna piena, di ritorno dal Lido e dalle cose bellissime che erano successe lì.
Ho ringraziato il cielo, la laguna, l'aria, e tutta quella città così unica, così fuori dalle regole del resto del mondo.
Ho ringraziato Venezia, e le persone che la abitano e che la gestiscono.
Ho ringraziato Frank, la sorpresa che non ti aspetti, con cui in una Venezia inedita e deserta alle 7 del mattino abbiamo parlato di cinema, di lavoro, di università, delle "città Disneyworld", di mille altre cose. C'era Frank con me, giù in platea, quando ho deciso di convincere l'uomo della sicurezza a lasciarmi passare per andare da Lynch a parlargli. Mi ha fatto l'applauso quando sono riscesa, a missione compiuta. Non ci credeva nemmeno lui. Pensa io.
Mr. Lynch è... non lo so com'è... Il 6 sera a quello che sapevo di lui ho aggiunto altre nozioni: è informale (se n'è fregato della traduttrice impomatata che doveva tradurre le cose che aveva detto la Dern, entrando all'improvviso sul palco e mandando il cinema in delirio), è "americano" (si è sparato un "let's go" prima dell'inizio della proiezione parecchio yankee), è un uomo. Un uomo in carne e ossa, e pelle, e capelli. Che bello sapere questo.
All'annuncio del premio e al filmato che ripercorreva le sue opere mi sono commossa. Uno dei festival del cinema più importanti del mondo riconosceva - inoppugnabilmente - l'assoluto genio di quest'uomo.
Ero felice per lui, come se sul palco ci fosse un mio familiare.
"Uno dei più grandi artisti viventi al mondo". Su questo assunto ora c'è un leone d'oro. E una stretta di mano. Non lo dimenticherò mai.
Venezia Dreamin'
Il signor David Lynch è un Artista. La A maiuscola sta ad indicare che il Signor David Lynch appartiene ad una cerchia di essere umani superiori. Gli Artisti sono esseri umani superiori perché hanno dei poteri: vedono e fanno cose che i non-Artisti non riescono a vedere o a fare.
Hanno il genio. Non so se si tratta solo di essere incommensurabilmente colti. Forse, come dice il principe di Palagonia ne "Il regista di matrimoni" (l'ultimo film di Bellocchio), "L'artista è un idiota, ma vede quello che i comuni mortali non vedono, senza merito alcuno".
Ad ogni modo, io non so se Lynch sia un idiota, ma è un Artista, per certo.
Il prossimo mercoledì (6 settembre) sera, riceverà il leone alla carriera al festival del cinema di Venezia. In più, proietteranno il suo ultimo lavoro, "Inland Empire".
Domenica prendo il treno. Mi farò millemila chilometri insieme a Bajo, improvvisato amico di ventura, e il 5 mattina (data a partire dalla quale sarà possibile acquistare i biglietti per la serata), già dall'alba, sarò dietro i cancelli della biglietteria, nella speranza di riuscire ad avere un biglietto. Ho preso le ferie da Google, ciò vuol dire che quando tornerò dovrò lavorare come una mula azteca, ma va bene così.
Dalla biglietteria mi hanno detto per telefono che è una serata molto richiesta, ma i biglietti ci sono. Spero di essere fortunata. Il mio oroscopo di internazionale dice che questa per me è una settimana fortunatissima. Appena non trovo il biglietto scanno il signor Brezsny.
Voglio esserci, per mercoledì sera, lì, ad applaudire uno dei più eccezionali Artisti viventi al mondo.
Voglio offrirgli i popcorn durante la proiezione.
Voglio dargli le pacche sulla spalla.
Voglio esserci.
Fate il tifo per me.
Nel frattempo, voglio dirvi che questo era uno dei miei sogni. Applaudire Lynch dal vivo, dirgli "Bravo David".
I sogni sono cose raggiungibili, bisogna solo impegnarcisi.